Il 4 febbraio la prima G ha assistito ad uno spettacolo al teatro Storchi. Il titolo è “Storia di un no” e tratta di “emozioni che a volte arrivano prima delle parole che servono per spiegarle”. Questo si dice proprio all’inizio della splendida interpretazione dei due protagonisti.
È uno spettacolo che ha ottenuto recentemente il riconoscimento di Amnesty International.
Si parla di gelosia e possesso da parte di un adolescente nei confronti della fidanzatina, si fa riferimento a un contesto familiare di violenza domestica che però si conclude positivamente, con la denuncia da parte della donna. Tutto è raccontato a parole, senza immagini o azioni, in maniera diretta e mettendo al primo posto, appunto le emozioni.
Gli alunni sono stati entusiasti e nel dare un voto da 1 a 10, come spesso richiede di fare la prof. Petrucci, nessuno è andato al di sotto del 9 e c’è chi ha dato 11! A spettacolo concluso hanno potuto rivolgere tante domande ai protagonisti e alla rappresentante di Amnesty, salita sul palco proprio alla fine dello spettacolo.
Qui di seguito alcune riflessioni che gli alunni hanno scritto anche in forma anonima.
Alice: lo spettacolo mi ha fatto capire che possedere, manipolare e minacciare non è bello ma soprattutto non è amore.
Anonimo: parla di un argomento molto importante e difficile facendolo capire, insegna a essere coraggiosi, a denunciare, a confidarsi con qualcuno.
Ilaria: gli attori sono stati molto bravi e ho capito molte cose.
Anonimo: se potessi l’andrei a rivedere.
Regina: la bravura dei due attori e il rispetto che le classi hanno dimostrato hanno creato un’atmosfera seria; uno spettacolo interessante anche dal punto di vista teatrale: i gesti al posto degli oggetti e le parole che vanno dritte al punto.
Miriam: mi sono emozionata.
Aurora: mi ha insegnato a dire di no quando è il momento.
Rayane: alcune parti un po’ tristi ma altre divertenti, alla fine abbiamo fatto delle domande ed è stato molto interessante.
Anonimo: ho provato tante emozioni.
Andrea: mi è piaciuto anche il teatro con quelle poltrone così eleganti.
Leo: mi piacevano i momenti in cui gli attori interpretavano la figlia e il padre.
Artur: parla di storie vere, il ragazzo vuole il controllo della ragazza ma noi non ci possiamo permettere di controllare le altre persone.
