Oggi 14 gennaio 2020 la nostra classe 2 B, accompagnata dalle docenti Petrucci e Ferrari, si è recata all’ex ospedale Sant’Agostino allo spazio FEM (Future Education Modena) per svolgere un progetto dal titolo “Linguaggio e violenza”.
Ci hanno accolti in uno spazio molto creativo, comodo e colorato, Matteo e Giulia, giovani esperti di linguaggio e comunicazione.
Matteo ci ha mostrato varie chat con parole e commenti offensivi per farci riflettere su un certo tipo di linguaggio che circola in rete e su come spesso ci sia un aumento della violenza del linguaggio man mano che si procede nella conversazione.
Abbiamo imparato quali sono le funzioni del turpiloquio (parlare con delle parolacce): offendere, banter (prendersi in giro tra amici), enfatizzare e sfogarsi.
Poi ci ha chiesto di cercare esempi di violenza verbale su youtube e per ogni esempio provare a cercare le seguenti caratteristiche:
Perché è offensivo/violento?
C’è un aumento/diminuzione della violenza?
Quale funzione (offesa, banter, enfasi, sfogo) viene usata?
Ci sono metafore? Se sì, sono offensive anche per altre persone?
Infine abbiamo compilato un questionario con varie situazione riportate alle quali dovevamo rispondere con un approccio “con violenza verbale” e l’altro “senza violenza verbale”. Ad esempio, “Durante una discussione con tuo fratello/sorella, scopri che il cellulare che gli/le avevi prestato ha lo schermo rotto, cosa gli/le dici?
Ovviamente molti di noi si sono sfogati con le parolacce ma l’esperto ci ha fatto leggere solo le risposte senza violenza verbale per farci riflettere sulla possibilità di utilizzare una comunicazione non ostile. A proposito, abbiamo rivisto il “MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE “ che già lo scorso anno la prof. Petrucci ci aveva fatto conoscere. Ricordiamo alcuni dei dieci principi fondamentali di questo documento, nato per migliorare lo stile è il comportamento di chi sta in Rete:
- VIRTUALE È REALE
- SI È CIÒ CHE SI COMUNICA
- LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE
- GLI INSULTI NON SONO ARGOMENTI
- ANCHE IL SILENZIO COMUNICA.
In conclusione, abbiamo apprezzato questo progetto che ci farà essere più consapevoli delle parole che usiamo abitualmente e che spesso feriscono e offendono.
La classe 2B




